giovedì 28 aprile 2016

Quel mondo

Quel mondo (nel virtuale) è chiuso.

Ebbene si, mi sono cancellata dai siti bidisiemmme, dopo anni, dopo conoscenze, dopo giorni a sfottere idiozie, dopo risate in un bar con gente conosciuta li.

Ma non ne posso più. La virtualità ha un limite e molto spesso i luoghi degenerano.

A letto si può essere senza limiti, non ho mai compreso perché parlare di sesso e di cosa piace fosse cosi' imbarazzante, fosse considerato cosi immorale e sporco. Ogni volta rivedevo sempre lo stesso imbarazzo, la stessa paura.

Non ero ancora maggiorenne e il mio coetaneo con cui scoprivo la pelle, era esterrefatto delle mie richieste "assurde", cosi patti chiari, uscii con una persona più grande.

grazie a tutte le divinità che mi guardano, giuro che per ringraziarvi un giorno vi dedicherò tanti tatuaggi sul corpo.

Sono stata a letto parecchio cose: una cavalla, una gatta, un uomo con tanto di pene, legata e imbavagliata, mi sono ridotta a un'infante, sono stata mora, bionda, rossa, ho avuto anche un bellissimo caschetto nero e dei guanti lunghi neri.
Sono stata cornuta, mentre godevo del tradimento che guardavo nel MIO letto.
Sono stata anche abbastanza mortificata per alcuni momenti, poi finito il gioco si mangiava del gelato.

Insomma, sono stata. Ma in questo anno di degenero delle commmunity e dei luoghi mi sono stoppata. Attualmente inattiva, da citazione del forum internazionale.

Ci vuole voglia per fare certe cose, ci vogliono le giuste persone.
Perché esplorarsi tramite la pelle è bello ma è dannatamente difficile quando intorno ci sono parecchi confini.

Non perché io sono meglio anzi, mi reputo molto poco, ma perché non essere curiosi? Perché giudicare?


[Questa insana continua scrittura ha un tempo limitato, scemerà rapidamente, ed è in corso per dimenticarmi dell'insana voglia di tatuarmi tutto il corpo che mi prende in primavera.]

mercoledì 27 aprile 2016

Diciamolo

che mettete ansia, voi individui che cercate certezze nell'altrui persona.

Voi che vi fissate di estremismi e che ghettizzate dopo essere stati ghettizzati.

Diciamolo che questo vivere nel tempo è stancante e vogliamo chiamarci fuori dal ticchettio delle lancette, ma chi se ne frega del domani.


Fuori tempo, nella sur-realtà.


martedì 26 aprile 2016

Ri-Ri-Ri Ciao.

Ciao sconosciut* che posi gli occhi su questo schermo.
Che fai? Perché sei qui? Cosa ti aspetti?
Sono solo chiacchiere le mie.

E' stato un mese di noia, una tale noia  che le mie palpebre hanno raggiunto momenti di stasi per lo sbattimento continuo a cui le sottoponevo.
Comunque sia sono sopravvissuta, alla noia, alla contaminazione dei miei angoli di solitudine, a una stanza tanto grande che per un po' è diventata piccola e piena di un'altra persona. No niente Amore. Parlo di parenti.

Ma dicevamo, sono sopravvissuta e siccome ho avuto la felice idea di prendere il caffè oltre l'orario che il mio corpo consente alla caffeina di non far danni, ammiro il soffitto.

Nell'ammirazione l'unica geniale idea che ho avuto  è la seguente, ho bisogno di un tuo parare sconosciuto. Si un parere, ne spariamo continuamente durante il giorno, su tutto e tutti, e sono per lo più non richiesti ma stasera te lo chiedo:

Quando credi di aver provato un qualcosa, un qualcosa oltre misura, un qualcosa che non sapevi di poter provare e non sapevi come quantificare ma ... ma sapevi che era oltre "te", quando tocchi certi livelli che credevi non esistessero, ecco dopo quel livello cosa c'è?
Cosa può provare chi è andato oltre e poi quell'oltre l'ha perso?



Grazie, qualsiasi cosa tu risponderai e un sorriso a te.